Scegliere le mele

Mele: un mondo di sapori da scoprire

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Se c’è un frutto che diamo per scontato, quello è la mela.
La vediamo lì nel cesto della frutta, fedele e onnipresente, quasi “rassicurante”.

Ma proprio come abbiamo visto per il sale o per lo zucchero, dietro un nome generico si nasconde un universo di varietà, consistenze e aromi che possono cambiare completamente l’esito di una torta o di un’insalata.

Non tutte le mele sono nate uguali: c’è quella che resiste al forno senza sfaldarsi e quella che sprigiona tutta la sua dolcezza solo se mangiata a morsi, con la buccia che scrocchia sotto i denti.

Scegliere le mele

Ad ogni ricetta le sue mele

Per scegliere quella giusta, dobbiamo prima chiederci: cosa vogliamo farci?
Ecco una piccola guida per orientarsi tra le corsie del mercato:

  • La Regina delle torte (Renetta): Dall’aspetto un po’ “rugoso” e meno brillante, è la mela perfetta per la cottura. Perde la sua acidità in forno diventando cremosa e profumatissima.
  • La Croccantezza fatta mela (Fuji e Pink Lady): Se cerchi quel suono deciso al morso e una dolcezza intensa, queste sono le tue alleate. Ideali da mangiare a merenda o da inserire a cubetti nelle insalate invernali.
  • L’Equilibrio perfetto (Golden Delicious): La classica mela gialla. È la più versatile: dolce ma con una punta di acidità, ottima sia cruda che cotta.
  • La nota Acidula (Granny Smith): La mela verde per eccellenza. È rinfrescante e perfetta per contrastare piatti grassi o per dare una spinta in più a un centrifugato.

Ecco le più comuni varietà di Mele:

VarietàSaporeConsistenzaUso Ideale
RenettaAcidulo (cruda), Dolce (cotta)Farinosa e morbida dopo cotturaRegina di torte, strudel e mele al forno.
Golden DeliciousDolce e mielatoCroccante ma delicataVersatile: macedonie o confetture.
Stark DeliciousDolce e poco acidoPolpa farinosa e teneraDa mangiare fresca (per chi non ama la polpa dura).
Granny SmithMolto acidulo e frescoEstremamente croccante e succosaInsalate, centrifugati o con i formaggi.
FujiMolto dolce (zuccherina)Soda e molto croccanteIdeale come snack o merenda.
Pink LadyEquilibrio dolce/agrumatoMolto soda e compattaOttima cruda o in insalate gourmet.
AnnurcaAcidulo e profumatoCompatta e croccanteConsumo fresco o per liquori (Nurchetto).

Come scegliere le migliori?

Proprio come abbiamo imparato a leggere il guscio delle uova, anche la mela ci manda dei segnali precisi:

  1. La consistenza: Al tatto deve risultare soda. Premete leggermente con il pollice: se la buccia si ammacca o risulta “vuota”, la mela è vecchia o farinosa.
  2. Il picciolo: Deve essere presente e ben saldo. Se manca, la mela tende a disidratarsi più velocemente.
  3. Il profumo: Una buona mela, soprattutto se a temperatura ambiente, deve avere un odore fresco e fruttato. Se non profuma di nulla, probabilmente è stata in cella frigorifera troppo a lungo.

Oltre al gusto, non dimentichiamo l’aspetto salutistico: la mela è un concentrato di pectina e antiossidanti. Per approfondire come questo frutto aiuti concretamente il nostro organismo, vi consiglio di leggere gli studi della Fondazione Umberto Veronesi, che spiega bene perché il vecchio detto popolare sia tutt’altro che un mito.

Straporito Consiglia:

Il segreto della conservazione (per non farle “invecchiare” subito)

Le mele sono frutti che “respirano” molto (emettono etilene, un gas che accelera la maturazione).

  • In frigorifero: Se volete conservarle a lungo (fino a 2-3 settimane), il cassetto della frutta è il posto ideale, meglio se in un sacchetto di carta che mantenga il giusto grado di umidità.
  • Lontano dalle altre: Attenzione! Proprio perché emettono etilene, se le mettete vicino a banane o kiwi, questi matureranno (e marciranno) in un lampo.
  • Il trucco del limone: Se le tagliate per un’insalata o una macedonia, qualche goccia di limone o un tuffo in acqua e sale (pochissimo!) eviterà l’ossidazione, mantenendo la polpa bianca e invitante.

Le mele sono un vero “supereroe” della nostra tavola, un po’ come il kiwi, capaci di regalarci fibre e vitamine con una semplicità disarmante.

Ma proprio come abbiamo visto per il sale o per lo zucchero, dietro un nome generico si nasconde un universo di varietà, consistenze e aromi che possono cambiare completamente l’esito di una torta o di un’insalata.

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